Il lavoro del futuro: uno scenario al 2030

Le nuove tecnologie e l’innovazione possono creare straordinari balzi nella ricchezza materiale e negli standard di vita e generare picchi di crescita della produttività. Tutti si aspettano che l’era dell’innovazione tecnologica nei prossimi decenni si traduca in un forte aumento della produttività, in quanto l’automazione industriale andrà a sostituire o estendere le potenzialità del lavoro umano.

Il gruppo BAIN Macro Trends ha analizzato una gamma di tecnologie già in fase di commercializzazione o prossime a tale fase, tra cui robot umanoidi di servizio, robot collaborativi (cobots), droni, intelligenza artificiale e algoritmi di apprendimento automatico. Queste tecnologie trasformeranno principalmente il settore dei servizi delle economie più avanzate e di alcune economie emergenti. Sulla base di tale analisi, la rapida diffusione dell’automazione si scontrerà nel prossimo decennio con i cambiamenti demografici (in particolare l’invecchiamento della popolazione), creando cambiamenti dirompenti in tutta l’economia globale.

Automazione della produzione

Gli analisti stimano che entro il 2030 queste tecnologie potrebbero aumentare la produttività del lavoro in media del 30% rispetto al 2015, con un impatto crescente nel tempo. Questo miglioramento graduale varia considerevolmente tra le industrie, da livelli relativamente modesti nei servizi sanitari e scolastici a un impatto notevole in settori come servizi di ristorazione, vendita al dettaglio, trasporto.

Il costo in calo dei robot scatenerà il prossimo ciclo di automazione della produzione. Nel 2010, il periodo di recupero dell’investimento stimato in Cina per la sostituzione dei lavoratori era di 5,3 anni. Nel 2016, la combinazione del calo dei prezzi dei robot e l’aumento del costo del lavoro umano hanno ridotto il periodo di ammortamento a 1,5 anni. Entro la fine del decennio, potrebbe scendere a meno di un anno.

Il produttore a contratto taiwanese Foxconn, il più grande datore di lavoro della Cina con 1,3 milioni di lavoratori in impianti tentacolari, è un punto di riferimento per la prossima ondata di automazione. Come altri produttori cinesi, ha investito pesantemente in robot di nuova generazione: lo scorso anno, in un impianto produttivo ha sostituito con robot 60.000 operai, il 55% della forza lavoro totale.

I Cobots

Le economie avanzate stanno investendo nell’automazione per colmare il divario di costo del lavoro con i mercati emergenti. Nel 1997, il valore aggiunto della produzione per dollaro di manodopera era il doppio in Messico rispetto agli Stati Uniti. Nel 2013, il divario si è ridotto a meno del 15%. I cobots, che affiancano gli umani per migliorare la produttività del lavoro nel settore manifatturiero, sono un esempio di come le aziende stanno riducendo il divario di costo. Questi robot ausiliari costano meno di un quarto del prezzo dei robot tradizionali e, nel 2013, erano già più economici dei lavoratori umani in ogni economia avanzata e nella maggior parte delle economie in via di sviluppo.

I cobots e altre innovazioni dotate di alta destrezza sono particolarmente dirompenti perché possono anche essere implementate in molte parti del settore dei servizi non ancora interessate da un’elevata automazione. Sulla base della ricerca di BAIN, i robot umanoidi raggiungeranno probabilmente la commercializzazione all’inizio del prossimo decennio grazie principalmente al rapido declino dei costi della destrezza robotizzata per le applicazioni di servizio.

Allo stato attuale replicare la destrezza e la precisione delle mani umane è ancora costoso. Nel 2011, il robot Asimo di Honda ha entusiasmato il pubblico grazie alla possibilità di prendere un thermos, svitare il coperchio e versare il tè in un bicchiere di carta senza versarlo o schiacciare la tazza. Oggi, una serie di braccia robotiche può completamente servire un bar e mescolare bevande su una nave da crociera piena di ospiti. La robotica di alta destrezza viene già utilizzata sperimentalmente in contesti che vanno dalla preparazione del cibo all’assistenza negli ospedali e nelle case di cura. Anche i robot e i droni meno abili vengono usati come fattorini di hotel per accompagnare gli ospiti nelle loro stanze, come camerieri che trasportano cibo ai tavoli e persino consegnano pizze calde alla porta di un cliente.

L’automazione nei servizi

È probabile che l’automazione eliminerà anche alcuni lavori ben pagati nel settore dei servizi. Gli studi legali stanno già implementando algoritmi per la scansione di documenti legali al posto di avvocati junior altamente istruiti e retribuiti. Nei servizi finanziari, le start-up si concentrano sull’automazione di compiti ad alta intensità di manodopera, e quindi costosi, come l’elaborazione di un mutuo ipotecario. Le società di servizi finanziari stanno rapidamente automatizzando l’analisi degli investimenti, un’occupazione relativamente ben retribuita. In particolare, gli hedge fund hanno sviluppato sistemi di machine learning che eseguono il lavoro di migliaia di analisti a velocità non umane.

L’impatto sull’occupazione

L’analisi conclude che la prossima fase dell’automazione potrebbe eliminare fino al 50% di tutti i lavori attuali negli USA. Probabilmente il pieno impatto di questo processo non si avrà prima del 2030, poiché la manodopera a basso costo continuerà a essere disponibile in alcuni settori e alcune aziende saranno più lente nell’adottare l’automazione.

L’automazione creerà certamente alcune nuove categorie di lavoro – ad esempio il tecnico per la riparazione dei robot – il cui numero crescerà rapidamente. Tuttavia, le nuove occupazioni non colmeranno il grado di distruzione della forza lavoro nel 2020. Gli industriali, gli ingegneri, gli inventori e gli uomini d’affari che stanno creando tecnologie di automazione e investendo in esse saranno tra i tanti a beneficiare del cambiamento, ma il divario crescente tra la maggioranza dei lavoratori che subiscono l’impatto negativo dell’automazione e i pochi altamente qualificati che ne beneficiano probabilmente aumenterà drasticamente la disuguaglianza di reddito.

La resilienza

E questo rischia di soffocare la crescita economica. Però, in tempi più lunghi, man mano che la forza lavoro svilupperà nuove competenze, gli incrementi di produttività andranno a vantaggio di un segmento sempre più ampio della popolazione. Ci sono molti passi concreti che le imprese possono intraprendere per cambiare il proprio modello di business e modificare il posizionamento. La più importante, secondo BAIN, è la costruzione della resilienza. Le imprese più brave ad assorbire gli shock e cambiare rotta rapidamente avranno le migliori possibilità di prosperare negli anni 2020 e anche nei seguenti.

L’articolo Il lavoro del futuro: uno scenario al 2030 proviene da Agenda Digitale.

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Pubblicato da

Barbara Contini

Ciao, sono Barbara Contini. Sono nata nel 1980 e sono molto appassionata a tutto ciò che è tecnologia e pure delle startup. Questo è il mio blog personale, dove ogni giorno scriverò qualcosa su questi argomenti

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